Le pubblicità degli alcolici sui social media come Facebook possono aumentare il desiderio dei giovani di bere, soprattutto se gli annunci contengono commenti favorevoli da parte degli utenti. Questo è secondo una nuova ricerca nell’attuale numero del Journal of Studies on Alcohol and Drugs (https://www.jsad.com/ ).

Gli utenti dei social media che visualizzano annunci di alcolici sono anche più propensi a porre il loro«Mi piace» o a condividere un annuncio quando ha molti commenti a favore del bere.

Ci sono molte informazioni sui social media che arrivano attraverso un semplice post , non solo contenute nel messaggio, ma anche nel modo in cui questo viene trasmesso.

Questo espone le persone a come gli altri utenti della rete rispondono a tali post, e sono queste le risposte che possono influenzare il desiderio di bere alcolici.

Questo è quanto afferma il dottor Jonathan Noel nello studio su social e alcol del quale è il principale autore.

I risultati suggeriscono che i commenti lasciati (il modo e la qualità) da altri utenti dei social media possano rinforzare o negare il messaggio contenuto in un post.

Sono centinaia gli annunci di alcolici sponsorizzati dalle aziende su siti di social media, oltre a milioni di visualizzazioni di annunci di alcolici su YouTube, e nelle serie televisive. Le società di alcolici hanno ampliato, nel corso degli ultimi anni canali e piattaforme per raggiungere i giovani consumatori.

Il nuovo studio pubblicato dal Journal of Studies on Alcohol and Drugs suggerisce al buon senso che l’industria dovrebbe migliorare il sistema di autoregolamentazione della propria pubblicità, eventualmente limitando o vietando i commenti sulla pubblicità sui social media. Questo perché i social, si sa, sono territorio privilegiato di giovani e minori, nella mente di un ragazzino è più facile fare breccia.

Questo non dovrebbe portare a demonizzare l’alcol, ma è palese che l’uso che ne viene fatto oggi dai minori e dai giovani nulla ha a che fare con il prodotto o il suo sapore, ma è solo ed esclusivamente finalizzato alle mode (questa bevanda invece che quella) e allo sballo

Condotto dal dottor Noel e Thomas Babor alla Scuola di Medicina di Uconn ( https://medicine.uconn.edu/ ), lo studio ha coinvolto 120 giovani adulti, dai 21 ai 24 anni, residenti negli Stati Uniti.

Ad ogni partecipante sono stati mostrati quattro annunci presi dai social, nello specifico si trattava di spot di birre pubblicati su Facebook).

I ricercatori hanno poi selezionato alcuni commenti che erano apparsi con gli annunci, sia commenti favorevoli che sfavorevoli.

I quattro annunci variavano notevolmente anche sul numero elevato di Mi piace, Condivisioni o Commenti (alcuni ne avevano migliaia, alcuni poche centinaia).

Dopo aver visto ogni annuncio ai partecipanti veniva chiesto se fosse aumentata la loro voglia di bere.

Il desiderio di bere era inferiore dopo che i partecipanti erano stati esposti ad annunci con commenti sfavorevoli o completamente contrari agli alcolici, mentre un più un alto coinvolgimento degli utenti attraverso commenti, like o condivisioni ha prodotto un innalzamento del desiderio di bere in tutti i partecipanti.

Inoltre le pubblicità con commenti favorevoli hanno prodotto nei partecipanti oltre il doppio delle risposte positive alla proposta di condivisione dell’annuncio.

Non solo questi commenti influenzano il desiderio di bere, ma possono anche aumentare la portata e la viralità del messaggio originale.

Nel complesso, tuttavia, i ricercatori affermano che non è il numero di Mi piace, Condivisioni e Commenti che sembra influenzare i partecipanti, ma il tipo di commenti, vale a dire commenti a favore o contro l’alcol.

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