Le benzodiazepine sono una classe di farmaci che viene usata, spesso indebitamente, per trattare l’ansia e l’insonnia.

Esistono una dozzina di tipi diversi di benzodiazepine Minias, Tavor, Klonopin, Valium, Xanax, ecc.

Quasi tutti ne hanno sentito parlare o le conoscono. Più persone di quante si potrebbe immaginare, però, le usano nel quotidiano. Eppure in pochi sanno o si rendono conto di quanta gente abbia sviluppato una dipendenza da benzodiazepine e che questi farmaci possono portare alla morte.

Si può parlare di una vera e propria epidemia nascosta dell’uso e dell’abuso delle benzodiazepine.

In Italia, le vendite di farmaci con effetto ipnotico e sedativo a base di benzodiazepine acquistabili solo con ricetta medica sono, per fortuna, stabili secondo i dati riferiti da . È quanto dicono i dati di Quintiles ( https://www.iqvia.com/  ) la più grande multinazionale attiva nei servizi alle case farmaceutiche. La stessa cosa però non si può dire degli altri paesi d’Europa dove invece i consumi sono in aumento, questo dato è preoccupante se si considera la facilità di circolazione delle merci nell’Unione Europea.

Negli Stati Uniti tra il 1996 e il 2013, il numero di adulti che hanno usufruito di una prescrizione di benzodiazepine è aumentato del 67%, da 8,1 milioni a 13,5 milioni. A differenza della prescrizione di oppioidi, che ha raggiunto il picco nel 2012 e da allora è diminuita di quasi il 20 per cento, la prescrizione di benzodiazepine continua a salire.

Il rischio di morte per overdose aumenta di quasi quattro volte quando le benzodiazepine sono associate agli oppioidi, ma la prescrizione di co-prescrizione di benzodiazepine e oppiacei è raddoppiati tra il 2001 e il 2013. Le morti per overdose causate direttamente o in concomitanza con l’abuso di benzodiazepine sono aumentate di oltre sette volte tra il 1999 e il 2015.

Si possono ottenere facilmente le benzodiazepine di uso comune, come il Tavolar, da siti web stranieri o, con più facilità, dalla strada. Ad esempio il clonazione è una benzodiazepina molto potente prodotta in laboratori negli Stati Uniti e altrove. Viene venduto come “sostanza chimica di ricerca” e può essere spedito ovunque. È così potente che deve essere dosato a livello di microgrammi – milionesimi di grammo – usando una scala ad alta precisione. Purtroppo, soprattutto i giovanissimi, non hanno difficoltà a sfruttare il web per procurarsi questa ed altre sostanze che, la moda vuole, si mescolano con le energia drink per avere effetti “sballanti”.

Farmaci altamente potenti come queste benzodiazepine sono una tendenza in crescita, si potrebbe dire una moda, tra coloro che cercano un nuovo sballo, alimentati in parte da alcuni medici che prescrivono con molta facilità, ma anche da alcuni genitori incoscienti che, vedendo i figli in difficoltà nell’affrontare le ansi scolastiche somministrano le benzodiazepine senza essere in grado di valutarne il loro potenziale di dipendenza.

Proprio come l’eccessiva prescrizione di oppioidi ha contribuito all’uso di eroina e fontanile illecito e morti correlate, la sovrapproduzione di benzodiazepine può annunciare l’alba di una nuova era di abuso di benzodiazepine con effetti devastanti e anche mortali.

Le benzodiazepine funzionano bene per alleviare l’ansia o l’insonnia se usate a intermittenza e per meno di un mese alla volta, soprattutto funzionano se supportate da una valida psicoterapia dell’ansia.

Se, invece vengono assunte quotidianamente e per un lungo periodo di tempo, senza che l’ansia venga affrontata e gestita con il supporto di un terapeuta, smettono di funzionare e possono peggiorare l’ansia e l’insonnia.

È indispensabile che l’assunzione sia supervisionata da uno psichiatra che ne detti quantità e tempi di somministrazione.

La maggior parte dei medici non si rende conto di quanto le benzodiazepine siano pericolose per alcune persone proprio per i loro effetti immediati e la scarsità di effetti collaterali e, poiché non le conoscono nel dettaglio, le prescrivono a lungo termine e senza monitoraggio. Oltre alla dipendenza e alla morte, l’uso a lungo termine delle benzodiazepine può anche contribuire al declino cognitivo, alle lesioni accidentali e alle cadute.

Ci sono trattamenti più sicuri ed efficaci rispetto alle benzodiazepine per l’ansia e l’insonnia, come ad esempio interventi comportamentali e farmaci a lungo termine come inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina. Le benzodiazepine non risolvono il problema dell’ansia, sarebbe come trattare la frattura di un braccio con un antidolorifico, il sollievo è immediato, ma poi il dolore torna sempre più forte.

Parte di questa crisi di salute pubblica può essere risolta dai medici adottando pratiche di prescrizione più saggia. Le benzodiazepine non sono il male, ma vanno assunte con una certa attenzione e sotto l’attenta supervisione di uno psichiatra, solo così possono essere efficaci e di aiuto vero.

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