L’uso cronico di cocaina (non solo l’abuso e la dipendenza) possono portare l’individuo alla depressione.

La percentuale di persone depresse tra i consumatori di cocaina è significativamente più alta rispetto al resto della popolazione.

Cercando di capire le cause di depressione ed altri sintomi presenti tra i soggetti che usano cronicamente cocaina i ricercatori hanno ipotizzato che i sintomi siano collegati ai danni che la sostanza produce sulle cellule del cervello.

L’uso prolungato di cocaina danneggia e in molti casi uccide le cellule del cervello che consentono alle persone di provare piacere.

Secondo i ricercatori è questa la spiegazione dell’alto tasso di depressione nei soggetti consumatori della droga.

Quando si usa la cocaina, aumenta il livello di dopamina nel cervello, creando lo stato di euforia tanto ricercato dai consumatori, ma l’uso prolungato, al contrario, riduce i livelli di dopamina, rendendo più difficile per l’individuo provare sensazioni positive.

La conferma di questa tesi arriva, come spesso accade, dalgli Stati Uniti, dalla University of Michigan Medical School in particolare dal gruppo di ricerca di Karley Little, MD, professore associato di psichiatria.

Le domande che si sono posti, in seguito alla scoperta sono:

le cellule sono dormienti o danneggiate?

L’effetto è reversibile o permanente.

È prevenibile?

Il gruppo del Michigan ha studiato campioni di tessuto cerebrale ottenuti durante autopsie di 35 consumatori di cocaina cronici e 35 di soggetti sani. Hanno analizzato il tessuto per la dopamina e la proteina VMAT2, che si trova nei trasportatori della dopamina.

Campioni di urina o di siero sono stati anche analizzati per la presenza di cocaina, oppioidi, antidepressivi e farmaci antipsicotici.

Dai risultati è emerso che i consumatori di cocaina hanno concentrazioni più basse di dopamina e VMAT2 nel cervello rispetto ai non utilizzatori.

Non solo, i consumatori di cocaina affetti da depressione avevano livelli inferiori di VMAT2 rispetto a quelli che non erano depressi.

La letteratura esistente mostra che un soggetto che consuma cronicamente cocaina ed è anche depresso ha più problemi a mantenere la famiglia e il lavoro, è meno motivato a smettere e ha tollerare l’astinenza ed ha più probabilità di abbandonare i percorsi di cura e riabilitazione. Ciò che aumenta la gravità della situazione è che questi soggetti sono ad alto rischio suicidario.

I ricercatori si sono poi interrogati sulle sorti delle cellule cerebrali colpite dalla cocaina: le cellule della dopamina vengono state distrutte o solo disregolate dal consumo di cocaina e tali cambiamenti sono reversibili?

È possibile vedere che in alcuni casi il cervello tenta di reagire ri-regolando il sistema della dopamina in seguito al consumo di cocaina attraverso un evidente tentativo di ridurre la capacità di raccolta della stessa (dopamina)da parte delle vescicole deputate al ruolo, riducendone così la richiesta e l’assorbimento.

In altri casi, invece, è possibile vedere un reale danno o morte dei neuroni della dopamina.

In entrambi i casi, questo meccanismo evidenzia la fragilità di questi neuroni e mostra il circolo vizioso che il consumo di cocaina può creare .

Ad oggi l’unica prevenzione possibile è l’astinenza totale dalla cocaina.

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