Comunemente siamo portati a sottovalutare l’importanza del ciclo sonno-veglia, ma i disturbi mentali più comuni, dalla depressione e dall’ansia al PTSD, sono associati a disturbi del sonno e i disturbi da uso di sostanze non fanno eccezione.

Infatti l’uso di sostanze causa problemi di sonno; ma l’insonnia e il sonno insufficiente possono anche essere un fattore che aumenta il rischio di tossicodipendenza e dipendenza.

La maggior parte dei tipi di sostanze intacca i sistemi di regolazione del sonno nel cervello, compromettendo fortemente il tempo necessario per addormentarsi, durata e qualità del sonno.

I tossicodipendenti di trovano a fare i conti anche con l’insonnia durante l’astinenza, che alimenta il desiderio di droga e può essere un fattore importante che porta alla ricaduta.

Inoltre, a causa del ruolo centrale del sonno nel consolidamento di nuovi ricordi, un sonno di scarsa qualità può rendere più difficile l’apprendimento di nuove capacità di coping e di autoregolazione necessarie per il recupero.

La dopamina è un fattore neurochimico fondamentale per comprendere la relazione tra i disturbi da uso di sostanze e il sonno, modula anche la prontezza di attivazione ed è implicata nel ciclo sonno-veglia.

I farmaci dopaminergici sono usati per trattare disturbi della vigilanza e dell’eccitazione come la narcolessia.

I farmaci simili alla cocaina e alle anfetamine sono tra i più potenti farmaci che aumentano la dopamina e il loro uso ripetuto può portare a gravi privazioni del sonno.

La privazione del sonno a sua volta regola i recettori della dopamina, il che rende le persone più impulsive e vulnerabili all’assunzione di droghe.

Anche la marijuana interagisce con il sistema endocannabinoide del corpo legandosi ai recettori dei cannabinoidi; questo sistema è coinvolto nella regolazione del ciclo sonno-veglia. I disturbi del sonno sono un sintomo molto comune di astinenza da marijuana.

I farmaci oppioidi come l’eroina interagiscono con il sistema endogeno di oppioidi del corpo legandosi ai recettori mu-oppioidi (conosciamo tre tipi di recettori degli oppioidi: Mu; Kappa; Delta); questo sistema svolge anche un ruolo nella regolazione del sonno.

I farmaci oppioidi naturali e sintetici possono produrre sonnolenza profonda, ma possono anche interrompere il sonno aumentando le transizioni tra le diverse fasi del sonno le persone che provano a restare astinenti possono sperimentare una importante insonnia.

Gli oppioidi nelle regioni del tronco encefalico controllano anche la respirazione e quando vengono assunti a dosi elevate possono inibire pericolosamente la respirazione durante il sonno.

I disturbi del sono possono a loro volta portare alla dipendenza da droghe. Le persone che soffrono di insonnia possono essere ad aumentato rischio per l’uso di sostanze ipnoinducenti, perché chi ne soffre può tentare un auto-medicazione usando alcol o altri farmaci come le benzodiazepine che possono essere percepite come rilassanti.

Ma anche i farmaci stimolanti possono essere usati per compensare l’affaticamento diurno causato dalla perdita del sonno.

Nonostante tutto ciò che stiamo imparando, sono necessarie ulteriori ricerche sulla relazione (e) tra consumo di droghe, dipendenza e sonno, negli adulti e nei giovani.

I meccanismi che regolano il ciclo sonno veglia riguardano un’area con un grande potenziale per prevenire l’uso di sostanze e per trattare uno degli effetti collaterali più debilitanti associati ai disturbi dell’uso di sostanze.