Dipendenze patologiche

 

Contributo tecnico-culturale della dott.sa Emma Bettinardi

1. Inalanti

2. Allucinogeni

3. Cannabis

4.Cocaina

5. Caffeina

6. Amfetamine Metamfetamine

7. Ecstasi

8. Steroidi

9. Alcool

10. Fenciclidina

11. Oppiacei

12. Nicotina

13. Sedativi, ipnotici o ansiolitici Inalanti

 

Sostanze stupefacenti e psicotrope

 

  1. 1. Psicolettici: deprimono le funzioni psichiche (morfinosimili, etanolo, barbiturici, benzodiazepine)
  2. 2. Psicoanalettici: farmaci che eccitano le funzioni psichiche (amfetaminosimili, cocaina, caffeina, nicotina)
  3. 3. Psicodislettici: alterano le funzioni psichiche (derivati della canapa indiana)
  4. 4. Psichedelici (Psicoattivi): provocano distorsione della percezione sensoriale (LSD, psilocina, psilocibina, mescalina, ecstasy)

 

 

Descrizioni

 

1. Inalanti

Le sostanze inalanti sono gas volatili derivati da  prodotti tossici che vengono inalati per ottenere velocemente uno un effetto psicoattivo o uno stato di alterazione mentale (sballo).

Producono effetti simili a quello degli anestetici rallentando le funzioni corporee. Dopo lo sballo e la perdita iniziale dell’inibizione, arrivano sonnolenza, debolezza e agitazione.

Le sostanze chimiche vengono assorbite rapidamente attraverso i polmoni nel flusso sanguigno e raggiungono velocemente il cervello e altri organi, causando talvolta un danno fisico e mentale irreversibile.

Esistono quattro categorie generali d’inalanti:  solventi volatili, aerosol, gas e nitriti, che si possono trovare in ambiti  domestici, industriali e medici.

Sono tra le prime droghe utilizzate tra le persone più giovani.

 

2. Allucinogeni:

L’effetto prodotto dagli allucinogeni è quello di far vedere immagini, sentire suoni, avere  sensazioni vissute  come reali, ma che oggettivamente non esistono, possono portare ad un  fenomeno conosciuto come “sinestesia” ovvero la sensazione di sentire i colori e di vedere i suoni.
Gli effetti, differenti, prodotti dagli allucinogeni non sono prevedibili, né controllabili  perché influenzati dallo stato psico fisico del soggetto al  momento dell’assunzione.
Gli effetti non sono immediati, ma si presentano dopo un minimo di mezz’ora a un massimo di 1 ora e mezza dopo l’assunzione. L’effetto della sostanza può avere una durata anche superiore alle 12 ore, senza contare la presenza di “flashback”, ovvero l’improvvisa ricomparsa degli effetti anche a distanza di mesi dall’assunzione.

 

3.Cannabis

Il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC)  è Il principale principio attivo della cannabis che provoca gli effetti psicoattivi della droga. La quantità di THC presente nella dose(che è anche il principio psicoattivo dell’hashish) determina la potenza e, perciò, gli effetti di marijuana.

Il THC, colpisce le cellulose nervose nella parte del cervello che è sede della memoria. L’assunzione impedisce ai consumatori di ricordare avvenimenti recenti e crea  difficoltà nell’apprendimento.

La ricerca ha dimostrato che questa sostanza è in grado di creare uno stato di dipendenza ( National Institute on Drug Abuse – USA) manifestandosi con sintomi psichici quali un forte e costante desiderio di assumere la sostanza, crisi di demotivazione, irritabilità crescente ed aumento dell’aggressività, alterazioni della capacità di giudizio.

Gli effetti immediati della  cannabis  comprendono tachicardia, disorientamento e mancanza di coordinazione fisica, spesso seguiti da depressione o sonnolenza. Alcuni consumatori provano attacchi di panico o ansia.

 

4. Cocaina

L’assunzione di cocaina  produce per un periodo breve e intenso una sensazione di energica euforia, seguita, a breve, da un profondo senso di depressione, nervosismo e un sempre maggiore desiderio di una quantità superiore di droga.

Un uso frequente della sostanza comporta una riduzione dell’appetito e del sonno. Sintomi fisici sono il forte aumento delle pulsazioni cardiache, spasmi muscolari e convulsioni. La sostanza può causare nelle persone sintomi di paranoia,  eccesso di rabbia e ostilità  e un importante stato d’ansia, anche quando l’effetto è finito. La cocaina riduce la quantità di materia grigia nel cervello, limita la capacità di prendere decisioni, fa perdere la memoria e causa danni cardiaci.

 

6. Anfetamine, metanfetamine

Le anfetamine sono dei composti chimici con una struttura simile a quella degli stimolanti naturali dell’organismo: adrenalina, noradrenalina, dopamina e serotonina.

Esistono diverse varietà di questi psicostimolanti, ma tutte hanno un’azione simile a quella del sistema nervoso simpatico. Alcuni esempi sono: l’amfetamina, la metamfetamina, il metilfenidato (Ritalin), il modafinil, l’efedrina.

L’assunzione delle  amfetamine può essere fatta risalire a diversi scopi. Per sentirsi particolarmente su di umore o per ballare ed essere attivi tutta la notte, oppure per stare svegli per un lungo periodo di tempo, migliorare la performance sportive o professionali, sperimentare un senso di grandiosità che fa acquisire temporaneamente la sensazione di aumentata stima e fiducia in se stessi. Le anfetamine inoltre riducono il senso di stanchezza e aumentano la resistenza e con esse non si avverte la fame o la sete.

Le metamfetamine, invece, sono in grado di indurre più alti livelli di dopamina e dare una maggiore sensazione di benessere e buon umore; sono meno “indicate” a fini produttivi, ma migliorano temporaneamente il livello dell’umore.

Si tratta di sostanze sintetiche che agiscono come stimolanti del Sistema Nervoso Centrale. Si presentano generalmente sotto forma di polvere bianca e possono essere ingerite, sniffate e iniettate.

 

7. Ecstasi

La Mdma o 3,4 metilenediossimetilanfetamina, più nota come  ecstasy agisce soprattutto sulla serotonina, una sostanza del nostro cervello che interviene sull’umore, sul sonno e sull’appetito.

Fa parte della famiglia delle anfetamine.  Provoca danni importanti nel cervello ed è tossica a livello neuronale. In alcuni casi, può determinare la morte.  Viene utilizzata per non avvertire stress e stanchezza nelle notti in discoteca e favorirsce la socializzazione e la disinibizione. Promuove, infatti,  atteggiamenti di socievolezza, intimità, gioia, euforia. Le sensazioni vengono vissute in maniera molto intensa e alla persona sembra di capire meglio gli altri, come se i confini e le inibizioni sociali sparissero. L’intensità di questi effetti dipendono dal consumo e dalla personalità del soggetto. Terminato l’effetto dell’ecstasi si ha una fase down caratterizzata da        astenia e apatia che taluni ricercano come ulteriore forma di piacere, a volte addirittura preferibile a quello della fase maniacale eccitatoria.

 

8. Steroidi

Con il termine steroidi anabolizzanti si fa riferimento ad alcune sostanze sintetiche con effetti simili agli ormoni sessuali maschili (androgeni). Gli effetti anabolici  provocano la crescita dell’apparato muscolo-scheletrico, gli effetti androgeni (ad esempio sviluppo di caratteristiche sessuali maschili), e molti altri effetti. Gli steroidi anabolizzanti (AS) sono tra le sostanze più utilizzate dagli sportivi per aumentare le prestazioni sia nel professionismo che negli sport amatoriali. Gli ormoni androgeni stimolano la produzione di globuli rossi nel sangue, un aumento della conduzione degli stimoli a livello delle cellule nervose e intervengono nel riparo dei danni muscolari che avvengono durante sforzi fisici intensi o successivi a traumi.

 

9. Alcool Etilico

Capostipite “naturale” dei depressivi del SNC (noolettici). Legato alla cultura occidentale sin da tempi remoti). L’alcol etilico, o etanolo, è un liquido che si forma per fermentazione di alcuni zuccheri semplici o per distillazione del mosto fermentato. Prodotto in natura dalla fermentazione (detta fermentazione alcolica) degli zuccheri, è l’alcol più diffuso e l’unico adatto al consumo alimentare.
In natura non è presente nell’organismo, non è un bisogno ed è tossico per le cellule, anzi  provoca danni diretti in molti organi, tra cui il fegato e il Sistema Nervoso Centrale.
Pur possedendo un elevato valore calorico (7 Kcal per grammo, inferiore solo ai grassi), non è utilizzabile dall’organismo per il lavoro muscolare, ma solo per il metabolismo di base, risparmando sull’uso di altri principi nutritivi quali grassi e zuccheri (per questo fa ingrassare).

 

10. Fenciclidina

La fenciclidina è stata sviluppata negli anni ’50 come anestetico endovenoso, veniva usata per gli interventi chirurgici. Gli effetti provocati sul Sistema Nervoso Centrale sono simili a quelli generati dagli allucinogeni, ma la fenciclidina è classificata come droga dissociativa. Infatti è in grado di alterare il sistema percettivo, fino a bloccarne il funzionamento. Chi la assume vive  una sorta di trance e descrive un’esperienza come al di fuori dal proprio corpo, proprio perché questo non viene più avvertito. Assunta in piccole quantità la fenciclidina crea  una sensazione di euforia, in dosi più elevate può generare stati di  furia irrazionale e agiti violenti verso sé stessi e gli altri (suicidio, mutilazione, aggressione o omicidio), convulsioni, psicosi, coma o morte. L’abuso di fenciclidina si manifesta con sintomi comportamentali ( aggressività, impulsività, imprevedibilità, o giudizio alterato, ecc.) e sintomi clinici quali aumento della pressione sanguigna (ipertensione) o della frequenza cardiaca (tachicardia), movimenti muscolari scoordinati, o udito ipersensibile (iperacusia). Questi sintomi comportamentali possono essere correlati a disturbi relativi a due sostanze chimiche del cervello, la dopamina e la serotonina.

 

11. Oppiacei

L’oppio grezzo è il lattice essiccato che si estrae dalle capsule dei semi del Papaver somniferum o Papaver setigerum. Se ne ricavano alcuni alcaloidi: morfina, narcotina o noscapina, papaverina  , e tebaina. Le principali droghe ricavate dall’oppio sono eroina e morfina.

L’eroina è una droga semisintetica che si prepara per doppia acetilazione della morfina (o della morfina contenuta nell’oppio).
L’eroina viene sintetizzata per la prima volta nel 1874 e messa in commercio sotto forma di analgesico molto forte. Prima, nel 1924 negli Stati Uniti, poi nel 1958 in Europa,   viene tolta dal mercato farmaceutico per il suo potenziale tossicomanigeno. Oggi l’eroina è considerata una droga illegale che dà rapidamente assuefazione.

La maggior parte dell’eroina reperita  per  le strade è mischiata, in termine tecnico “tagliata”, con altre sostanze che ne aumentato il peso come zucchero, amido, latte in polvere, chinino o altro.     L’eroina è l’oppiaceo più abusato e quello ad azione più rapida

 

12. Nicotina

La differenza principale con le altre sostanze d’abuso è che il fumo non presenta effetti che modificano la personalità (cosiddetti psicotossici). La sostanza contenuta nei tabacchi in commercio e che induce dipendenza è la nicotina.

La dipendenza da nicotina è un processo farmacologico e psicologico ed è riconosciuta come una malattia.  Non possono esserne minimizzati o sottovalutati gli effetti  che portano ad un forte stato di assuefazione.  La nicotina, una volta attivata la dipendenza viene ricercata e   usata in maniera  compulsiva nonostante la consapevolezza degli effetti negativi sulla salute che l’assunzione comporta.

La ricerca scientifica ha dimostrato gli effetti deleteri della nicotina sul cervello. Come tutte le altre droghe, nel cervello la nicotina attiva i circuiti della gratificazione  che regolano le sensazioni di piacere.

 

13. Sedativi, ipnotici o ansiolitici Inalanti

La dipendenza da ansiolitici è molto comune. Per la loro efficacia, basso costo, rapidità d’azione e bassa tossicità venivano prescritti per abbassare i livelli ansia, ridurre l’insonnia, per idisturbi ipocondriaci, i sintomi depressivi ecc. con una considerazione relativamente scarsa per le conseguenze psicologiche e fisiche da assuefazione che portano rapidamente alla dipendenza. Le benzodiazepine ( tavor, valium, lexotan, pasaden, xanax, etc ) sono farmaci esclusivamente sintomatici:  agiscono efficacemente nell’immediato per lenire il sintomo di qualsiasi natura perché agiscono principalmente a livello del diencefalo, una regione cerebrale che consente di provare le emozioni, in tale regione agiscono come sedativi.

Più lunghi sono i tempi di assunzione del farmaco ansiolitico e più aumentano le dosi, con loro la dipendenza.

Si definisce dipendenza il fatto che se una persona è abituata ad assumere tali farmaci e ne sospende bruscamente, e senza supervisione medica, l’uso va incontro ad una serie di disturbi psichici (aumento dell’ansia, depressione, insonnia ostinata, apatia) e fisici ( astenia, tremore, tachicardia, irrequietezza psicomotoria, sintomi simil-influenzali).

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