Affrontare il tema della dipendenza patologica con i giovani è difficile, non perché non siano in grado di capire, ma perché le dipendenze sono pubblicizzate e sostenute a livello mediatico e sociale, spesso anche con testimonial eccezionali.

Secondo una ricerca statunitense dell’Istituto Nazionale per l’abuso di droga circa 7.800 persone iniziano ogni giorno a usare droghe, e più della metà sono sotto i 18 anni.

In Italia circa 640mila giovani hanno, almeno una volta negli ultimi 12 mesi (2016), fatto uso di droga. Si stima che tra consumatori abituali e occasionali il numero arrivi addirittura a quattro milioni di persone, di cui la gran parte fumatori di canne.

Ciò è dovuto sicuramente all’incremento dell’offerta, all’abbondante disponibilità economica dei giovani e meno giovani, ma anche alla costante presenza di messaggi sociali legati alla dipendenza.

Trasgressione, voglia di vincere a tutti i costi oppure vogli di evadere dalla routine, bisogno di eccellere a tutti i costi e di sentirsi differenti dalla massa.

Per capirci meglio una volta erano i poeti maledetti. Si credeva e si crede ancora che attraverso l’assenzio o altre droghe questi potessero raggiungere un’elevata qualità di espressione delle emozioni attraverso la poesia. L’errore è qui, ma le mafie lo hanno capito meglio di noi. Infatti non esitano a raggiungere i personaggi pubblici e a diffondere foto e filmati di dubbio gusto, ma non si parla sempre e solo di mafia e illegalità. La televisione e le multinazionali fanno indirettamente la loro parte.

Infatti le comunità (inteso quelle per la cura della tossicodipendenza) e le strade sono piene di sedicenti artisti, musicisti, poeti e chi più ne ha più ne metta. Tra i giovani l’idea è quella di usare alcol e droghe per emulare personaggi come Jim Morrison, Amy Winehouse,  Kate Moss o altri.

Questi e altri famosi personaggi avevano già importanti e riconosciute competenze artistiche ed è solo un’illusione pensare che basti la droga per elevare le competenze personali. Così come accadeva per i poeti di fine ottocento che erano istruiti e capaci, così oggi non è che Vasco fa musica di successo perché ha provato la cocaina, ma tessendone le lodi ha contribuito a far credere che sia così.

Non sorprende perciò  che i ragazzi provino sempre più spesso le droghe per la prima volta durante i loro anni dell’adolescenza. Ecco perché è così importante per i genitori affrontare i pericoli dell’ uso di droga con i  figli. Purtroppo, secondo l’Indagine nazionale statunitense, che ci sentiamo di fare nostra, sull’uso e la salute dei farmaci, un  genitore di adolescente su cinque  di età compresa tra 12 e 17 anni crede che parlare di droga avrà poca influenza sul fatto che i propri figli decidano di usare droghe, addirittura si teme di introdurli all’uso.

La ricerca ha sconfermato queste credenze, i risultati infatti evidenziano l’effetto opposto.

Parlando  apertamente dei pericoli dei farmaci e delle paure relative all’uso di sostanze, i figli ascoltano, recepiscono e capiscono. Infatti, il genitore o l’adulto di riferimento (docente, allenatore, ecc) ha un’influenza potente nell’ abbassare le possibilità di approccio dell’ adolescente verso l’uso delle droghe.

Purtroppo però, per alcuni ragazzi, i messaggi anti-droga non bastano; e piuttosto che resistere al richiamo delle droghe, gravitano verso di loro. Qui è importante non confondere gli errori genitoriali, che tutti commettono, con l’esordio della dipendenza patologica per non attribuire ai genitori responsabilità che non hanno. La dipendenza patologica, per definizione, è una malattia e nessuno sceglie di ammalarsi o di far ammalare chi ama.

Quando l’uso di sostanze viene identificato e trattato in anticipo, la prognosi per il recupero è migliore di quando si continua in età adulta.

 

Non c’è dubbio, la parentela è un lavoro duro e l’insegnamento ai bambini sul tema droghe e dipendenze  può essere difficile. Ma non affrontare il tema con i bambini può essere pericoloso e potenzialmente fatale. Secondo l’Università di Rochester Medical Center, i genitori possono iniziare ad avere conversazioni appropriate sull’uso di alcol e droga già dai 5 anni età .

Naturalmente, quando si tratta di droghe, la prevenzione è meglio dell’intervento. Ma a volte, indipendentemente da tutti gli sforzi in buona fede per prevenire l’uso di droghe, gli adolescenti prendono decisioni malsane. Quindi, se scopri che tuo figlio sta usando droghe puoi rivolgerti al Ce.B.S. per un sostegno e un aiuto sul comportamento da tenere.  

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