Il gioco d’azzardo patologico non è una cattiva abitudine, ma una patologia, riconosciuta dal Sistema Sanitario Nazionale e dalla psichiatria a livello mondiale. Le sue origini vanno ricercate nell’area dei disturbi ossessivo compulsivi.

Il gioco d’azzardo patologico può rovinare intere famiglie, ma è anche l’indice di una pregressa sofferenza dell’individuo.

Da uno studio inglese è infatti emerso che tra gli uomini con dipendenza dal gioco d’azzardo, o gambling ,un’alta percentuale ha subito qualche forma di abuso nell’infanzia e che diviene più incline all’aggressività, sia in famiglia che fuori, in età adulta.

I ricercatori hanno esaminato più di 3.000 uomini su una varietà di fattori di vita e hanno scoperto che poco più di un quarto che aveva confessato problemi di gioco patologico aveva raccontato di aver subito violenze in casa. Il dieci per cento aveva anche riferito di essere stato abusato fisicamente nell’infanzia.

Anche i giocatori problematici, non ancora definiti patologici, hanno  riportato tassi più alti di trauma infantile, come ad esempio l’aver assistito alla violenza a casa o di aver subito un abuso fisico.

In confronto, solo l’8 per cento dei giocatori senza problemi (gruppo di controllo) hanno assistito alla violenza domestica quando erano bambini, e meno del 4 per cento ha subito abusi.

È importante notare come l’abuso non si riferisca solo alla violenza fisica. Spesso in queste famiglie è presente una figura dominante, che non lascia spazio di crescita e di espressione agli altri membri della famiglia, decide per tutti e disprezza e denigra l’altrui pensiero. Impone la propria presenza e le proprie idee anche nei progetti di vita degli altri famigliari. L’influenza di questa figura persiste anche nell’età adulta del soggetto e, spesse volte, anche dopo la sua morte continua a risultare dominante rispetto alla famiglia con idee e comportamenti imposti nel tempo.

Il gioco patologico  diviene una forma di fuga e un tentativo di rivalsa “grandiosa” sull’oppressore. Il giocatore immagina di vincere somme enormi controllando il gioco, ma non ha mai, o quasi, progetti di vita reale da costruire con un’ipotetica vincita.

Nella dipendenza da gioco la compulsione (sintomo del disturbo ossessivo compulsivo) produce emozioni positive a cui il soggetto non riesce a rinunciare che vengono poi associate al bisogno/illusione di avere il controllo della situazione.

Una buona parte delle persone dipendenti dal gioco d’azzardo sembra ricercare nel gioco avventura ed eccitazione che vengono soddisfatte puntando cifre di denaro sempre più elevate.

È interessante notare che quanto più grave è il problema del gioco, maggiore è la percentuale di traumi infantili segnalati o stressori di vita come adulto.

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