Secondo l’associazione americana per i figli degli alcolisti i bambini hanno bisogno, per proteggersi, di conoscere le 7 C della dipendenza.

Noi aggiungiamo che conoscerle significa capirle, entrare nel merito con l’aiuto degli adulti di riferimento e metterle in discussione ogni volta che il bambino o l’adulto sentono che la situazione potrebbe richiederlo.

1) Non sei la CAUSA: il bambino deve sapere che non può, in nessun caso, essere la causa della dipendenza patologica del famigliare. Questo tema andrebbe affrontato sempre e in profondità perché i bambini esposti alla dipendenza di un parente sono convinti di avere degli obblighi, responsabilità e/o negligenze che lo rendono colpevole della situazione. Con pazienza vanno illustrate le ragioni che concretamente smontano  queste convinzioni. La dipendenza patologica non ha a che fare con l’essere diligente o con le eventuali competenze personali del bambino e non c’è niente, niente che il bimbo possa fare per spingere l’adulto a fare qualcosa che non vuole fare.

Un adulto che non si sente o non sa come affrontare queste tematiche può fare riferimento al Ce.B.S.

2) Non puoi CURARLO: il bambino ha bisogno di capire che non esistono comportamenti, risultati ( magari scolastici) o rituali magici (la razionalità si sviluppa con i lobi frontali attorno ai venti anni) che possono essere messi in atto per “curare” il parente. Non solo, avere informazioni, dettagli scabrosi o ridondanti informazioni sulla modalità, i luoghi e le persone coinvolte nel consumo della dipendenza non serve e non aumenta il controllo sulla situazione, al contrario invischia e sconvolge la mente.

La cura dipende dall’adulto stesso e da molti fattori ad esso correlati  (responsabilità, determinazione, risorse personali e sociali, motivazione, ecc.) che il piccolo non può concorrere a modificare.

3)Non puoi CONTROLLARLO: come nella fase precedente e importante far capire che il bambino non può controllare né gestire l’adulto e qualora questo gli sia stato fatto credere proprio dal famigliare dipendente è necessario smontare quest’idea entrando nel merito del bisogno di vicinanza del dipendente patologico e del bisogno di qualcuno su cui riversare colpe e responsabilità. Accogliere queste richieste e bisogni non aiuta, anzi permette al dipendente patologico di procrastinare una situazione di stallo e di presunta impotenza perché tutto ciò che gli succede non è mai “colpa sua”, ma del bambino, dell’ambiente o di qualcun altro che non ha fatto abbastanza. Gli adulti dipendenti devono imparare ad essere responsabili di sé stessi  e se non riescono possono chiedere aiuto ad un medico, ad una comunità terapeutica o comunque ad un altro adulto.

4) Posso (devo) prendermi CURA di me stesso: se il bambino capisce che non ha colpe né responsabilità rispetto alla dipendenza patologica del famigliare è importante che cominci ad entrare in confidenza con l’idea che può prendersi cura di sé, perché lo merita, perché non ha fatto nulla di sbagliato e perché punizioni autoinflitte e/o “rinunce votive” non servono a guarire il proprio caro. Ma se lui stesse bene e si prendesse cura di sé potrebbe beneficiare dei momenti di lucidità del famigliare senza sensi di colpa o altri disagi.

5) Posso e devo COMUNICARE sentimenti ed emozioni: una volta avviato il dialogo sulla dipendenza patologica con questi piccoli è importante che imparino a riconoscere e comunicare le proprie emozioni, soprattutto quelle legate a vergogna, senso di colpa, indegnità o simili. Accogliere e direzionare il loro sfogo è una tappa che potremmo definire quotidiana.

6) Fare scelte sane (make healthy CHOICES): capire che cosa è male per sé stessi e non intraprendere certe scelte solo per protesta o per essere accettato porteranno il bambino a scelte di vita più sane come il non fumare, bere con moderazione, fare sport, ecc.

7) CELEBRARE sé stessi: essere orgogliosi di sé stessi, festeggiare per le proprie piccole e grandi conquiste nonostante le difficoltà quotidiane  perché mortificarsi non serve ad aiutare il proprio famigliare dipendente patologico, ma riconoscere le proprie vittorie serve al bambino a crescere con una buona autostima.

È infine importante trovare altre fonti di supporto , proprio come il parente dipendente patologico, ha bisogno di cure e supporto per guarire i bambini hanno bisogno di sapere che ci sono risorse disponibili sempre per loro.

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