Dagli anni ’80 ad oggi, ininterrottamente, come un martello pneumatico nella nostra testa batte lo spot “No limits”.

Ma è davvero sensato o utile vivere senza limiti? Quasi tutti i dipendenti patologici credono di si.

D’altro canto la sostanza d’abuso è questo: andare oltre ogni possibile limite. È invece importante capire e far capire a queste persone il valore essenziale dei limiti.

I limiti ci proteggono e ci segnalano un punto oltre il quale potremmo farci male sia fisicamente che emotivamente e, contrariamente a quanto comunemente si pensa non hanno a che fare con l’essere persone limitate, ma piuttosto con il conoscere se stessi e la propria natura umana, limitata per definizione.

Fermarsi di fronte ai propri limiti non significa arrendersi alla prima difficoltà , significa semplicemente chiedersi davvero che senso ha andare oltre quel limite e perché ci si vuole andare ad ogni costo, anche facendosi male e facendo male agli altri.

 

 

I limiti come dei confini

I limiti sono confini personali, come cancelli che ci indica che siamo arrivati ad una soglia, la nostra soglia.

Se e perché andare oltre quella soglia dovrebbe avere un senso e una logica per chi decide di farlo, dovrebbe essere un gesto accompagnato da un pensiero libero da rabbia e sofferenza. Più spesso invece è una sfida contro se stessi e contro il modo per provare che possiamo resistere a tutto e niente ci può fermare o farci male. Il risultato di solito ha a che fare con dolore e forti conseguenze personali come quelle che arrivano dall’uso di sostanze.

Andare oltre i propri limiti il più delle volte sembra un modo di dimostrare che la vita e gli altri non ci interessano, che possiamo andare oltre, ma se è vero che non ci interessano a chi stiamo dimostrando cosa?

I limiti in entrata

I limiti non sono solo quelli che ci impediscono di avere tutto (quel tutto che per altro non ci serve e non ci aiuta), di fare tutto e di provare tutto. I limiti sono quella cosa che noi per primi mettiamo sulla e con la porta della nostra casa, della nostra privacy, come a dire “qui non si può entrare”.

Inutile dire che tutti vogliamo essere rispettati e quando non accade ci sentiamo violati. I nostri limiti ci tutelano, ci proteggono, ci danno stabilità, basti pensare alla porta di casa nostra, del bagno, al nostro cellulare, al nostro pc, alla nostra auto, ecc.

Il problema si manifesta quando ci spingiamo troppo oltre fino a sfondare i nostri limiti in uscita per provare tutto quasi certamente la stessa sorte toccherà a quelli in entrata. Se pensiamo di poter fare tutto, dimostriamo al mondo di non aver paura, di non avere scrupolo a nulla il mondo non ci tratterà con più rispetto, ma si rivolgerà a come se non avessimo limiti, come se non avessimo fragilità, come se in noi non ci fosse una parte delicata da trattare con delicatezza e rispetto.

I limiti ci permettono di crescere e muoverci in base alle nostre possibilità, senza farci male e senza farne agli altri. Ci tengono al sicuro da chi potrebbe non avere rispetto di noi. Sono i cancelli della nostra vita ed è bene sapere dove e come sono per sapere se e quando aprirli.

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